Tornano Gli Scugnizzi
Dal 25 gennaio al 5 marzo al Teatro Augusteo
Il musical di Claudio Mattone, scritto con Enrico Vaime, «C´era una volta...Scugnizzi», ispirato al famoso film di Nanni Loy . La regia è di Bruno Garofalo, le coreografie di Gino Landi. Nel film si raccontavano le vicende di un gruppo di giovanissimi ospiti dell’istituto di correzione di Nisida. Oggi due di quei ragazzi, ormai sulla trentina, si incontrano di nuovo. Hanno imboccato strade diverse: uno fa il musicista (lo interpreta Sal Da Vinci) e l’altro vive nell’illegalità (Massimiliano Gallo). Altri interpreti principali sono Peppe Barile e Piero Pepe. Il musical parte con un flashback (primi anni \'80) nel carcere minorile di Nisida, dove alcuni ragazzi stanno provando la canzone finale di uno spettacolo intitolato \"Scugnizzi\". In quel gruppetto notiamo, giovanissimi, Saverio De Lucia e Raffaele Capasso, detto \'o russo. Il primo appassionato di musica e più sensibile, l\' altro più cinico. I due, avendo scontato la pena, stanno per uscire e, una volta fuori dal carcere, prenderanno strade diverse. Si ritrovano dopo vent’anni. Saverio si è fatto prete e si dedica al volontariato e all\'insegnamento della musica ai ragazzi del quartiere. Raffaele è diventato un malavitoso e su quei ragazzi non vuole perdere il controllo per servirsene come piccola manovalanza per i suoi traffici. Nel locale dove Saverio riunisce i ragazzi per insegnare loro la musica, un \"basso\" la cui porta è sempre aperta, entrano due facce nuove: Angelo e Carmine, piccoli corrieri del clan di Raffaele (\'o russo). Saverio li invita ad entrare e a mettersi in mezzo al coro. Angelo è incuriosito, mentre Carmine, più diffidente, mostra indifferenza nei confronti di Saverio e della musica e resta nel locale soltanto perché gli piace Rosa, una delle ragazze. I due cominciano a frequentare il gruppo di cui diventano pian piano amici. Angelo è tossicodipendente ed ha spesso delle crisi e Saverio, nell\' intento di aiutarlo ad uscire dal giro, lo convince ad entrare in un cantiere, dove il ragazzo cade da un\' impalcatura e muore. In seguito a questo incidente il rapporto tra Saverio e i ragazzi si spezza. Tutti gli voltano le spalle e lui, sconfitto, se ne va. Sarà Ciccillo, il più piccolo, a riportarlo nel gruppo. Nel frattempo Carmine confida a Rosa che è stanco di eseguire gli ordini di Raffaele \'o russo e che non vuole partecipare a un regolamento di conti da questi organizzato. Non vuole uccidere nessuno. Rosa lo aiuta a nascondersi e Raffaele \'o russo, diventato ormai padrone incontrastato della zona, per vendetta tenta di rapirle il figlio all\'uscita della scuola. Per una casualità il rapimento non riesce ed è il piccolo Ciccillo che, inconsapevolmente, suggerisce a Saverio l\'idea del testo di una canzone: \"\'O russo è \'n\' òmm\' \'e merda!\" Saverio inizia a cantarla ripetendo la stessa frase all\'infinito e la canzone rimbalza di strada in strada, di porta in porta. Tutta la città canta \"\'O russo è \'n\' òmm\' \'e merda!\" Di fronte a questa sfida, \'O russo, impotente, riesce a rispondere soltanto con la pistola. Degli spari interrompono la canzone. Saverio è stato ucciso e il giovane Carmine, proprio lui, quello più indifferente alla musica, quello più difficile e ribelle, riprende a cantare con coraggio la canzone interrotta. Insieme a lui, tutti: \"\'O russo è \'n\' òmm\' \'e merda!\" La musica ha vinto.
Teatro Augusteo
Piazzetta Duca d\'Aosta, 236
80100 - Napoli
Info: 0815564684
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